Sauna finlandese
La sauna, il cui termine è di origine finnica, nacque e si diffuse anticamente nei freddi paesi del nord. Tipicamente veniva ambientata in baite o capanne costruite in prossimità di laghetti o corsi d'acqua e realizzata con tronchi d'abete o di betulla evaporati e lasciati grezzi in modo che il legno conservasse la sua capacità di assorbire e trasudare il vapore.
Il corpo per contrastare queste temperature straordinarie innescava un processo di termoregolazione che favoriva un'intensa sudorazione provocando l'apertura dei pori della pelle e l'eliminazione delle tossine con benefici cardio vascolari e per il tono muscolare. Il ciclo prevedeva di intervallare l'esposizione in ambiente torrido, prima con tuffi nell'acqua gelida, dei fiumi o dei laghetti, e poi con massaggi per favorire la reazione tra caldo e freddo che riattivava ed ottimizzava la circolazione sanguigna.
Il clima secco era indicato per reumatismi cronici ed artrosi ma, soprattutto, per stimolare i processi di autodifesa prevenendo infiammazioni, influenze e raffreddori. Un lungo bagno caldo ed una breve doccia fredda finale chiudevano il ciclo. La pratica della sauna, che era svolta in comune fra maschi e femmine di tutte l'età, era collegata ad un cerimonioso rituale e ad un preciso codice di comportamento. Era d'obbligo mantenere il silenzio, sdraiarsi sulle panche senza indumenti, flagellarsi dolcemente sulla schiena con rametti di betulla, per favorire la circolazione, e far asciugare il corpo all'aria esterna senza l'uso dell'accappatoio. La sauna nacque per scopi terapeutici e medicali sia per il corpo sia per lo spirito.
Oggi più che mai torna attuale la pratica naturale della sauna, intesa come attenzione e rivitalizzazione del proprio corpo, con la sua azione depurativa, tonificante, dimagrante e come metodo per combattere lo stress.

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